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In trappola con la rete: incontro con l'Ispettore Roberto Manca

Sono pochi coloro che non riconoscono in Internet uno strumento ormai integrato e utile per la vita quotidiana: studiare, informarsi, effettuare download, condividere e socializzare in modo semplice e immediato, sono solo alcuni degli aspetti positivi. 
Strumento di grande utilità che è entrato di diritto nelle aule scolastiche, spalancando una moltitudine di finestre sul mondo.
E' tuttavia altrettanto innegabile il dato che la rete nasconda delle zone grigie, in cui si annidano insidie e pericoli reali come la pedopornografia e il cyberbullismo, che possono danneggiare in maniera grave l'integrità e l'incolumità dei minori, spesso inconsapevoli dei rischi che si nascondono dietro il web.
Nei giorni scorsi è stato ospite del nostro Istituto l'ispettore capo della Polizia delle Comunicazioni Roberto Manca, che con competenza, davanti a un gruppo di studenti, ha affrontato a viso aperto questi temi.
Nel corso della mattinata ha illustrato il funzionamento della rete, le trappole nascoste, i pericoli: dai furti di identità all'uso improprio dei dati personali, dalle false offerte commerciali fino alla diffusione delle immagini pedopornografiche e all'adescamento online.
Per quanto un gran numero di adolescenti possa disporre delle abilità necessarie a navigare in rete, così come vuole il loro status di “nativi digitali”,  sono spesso assolutamente sprovveduti nel valutare le conseguenze di alcune azioni che in rete abitualmente compiono. Non si preoccupano della sicurezza dei dati, non si pongono problemi legati alla privacy: per loro sembra sia importante “esserci”,  “partecipare”, qualche volta “stupire”
Per tanti sembra quasi esista un mondo virtuale parallelo a quello reale, due mondi con due anime diverse. La realtà, come sottolineato più volte dall'ispettore Manca, è ben diversa: internet è nel mondo reale, di cui conserva i suoi aspetti positivi e purtroppo anche quelli negativi.